Si discute ormai quotidianamente di inquinamento dell’aria e di come questo impatti non soltanto sulla salute del pianeta, ma anche su quella dei suoi abitanti. Tuttavia, non è sempre chiaro a cosa ci si riferisca quando si parla di particolati o polveri sottili.

In questo articolo, ci proponiamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione e di mettere il punto sulle nozioni che ogni cittadino dovrebbe conoscere per potersi tutelare al meglio e per adeguare le proprie abitudini quotidiane nel contesto di un approccio più sostenibile e più virtuoso.

Per comprendere cosa sia e cosa comporti esattamente l’inquinamento dell’aria, dobbiamo definire con maggiore precisione il significato dei diversi termini normalmente utilizzati per descrivere l’argomento.

Vediamoli insieme.

Che cos’è il particolato

Particolato” identifica il complesso di sostanze liquide e solide che rimangono sospese nell’aria. Tipicamente, è caratterizzato da un diametro molto scarso, fino a mezzo millimetro, ed è provocato sia da pollini e polveri (ossia da attività definibili come naturali) che dalle emissioni umane prodotte dal traffico, dagli impianti di riscaldamento e delle industrie. Minore è il diametro del particolato, maggiore sarà il suo potenziale distruttivo sia per l’ambiente che per il nostro organismo.

Pertanto, quando si parla di PM10, il termine si riferisce a particolato di diametro inferiore al 10 micrometri, e dunque facilmente respirabile. Quando questa percentuale scende tra i 5 e i 2.5 micrometri, il particolato può depositarsi nei polmoni e nei bronchi e rendere difficoltosi i processi di ossigenazione.

Più genericamente, il particolato viene spesso definito anche con la locuzione “polveri sottili”.

Gli inquinanti atmosferici gassosi

Oltre al particolato, l’inquinamento dell’aria è il risultato anche della diffusione di inquinanti atmosferici gassosi come il biossido di azoto. Questa sostanza, tipicamente emessa dai veicoli con alimentazione diesel, non soltanto provoca problemi respiratori ma è considerata anche cancerogena.

Vanno poi inclusi nella categoria gli inquinanti derivati dalla combustione di carburanti fossili o biologici, che danno luogo a emissioni di zolfo e, in special modo, alla presenza di biossido di zolfo nell’aria. Sebbene non abbia una lunga permanenza nell’atmosfera e possa essere eliminato semplicemente dalle precipitazioni meteorologiche, questo composto risulta comunque pericoloso per la salute.

Allo stesso modo, l’ozono immesso nell’atmosfera sotto forma di biossido può rivelarsi particolarmente insidioso sia per chi soffre di patologie respiratorie che per individui in buona salute, quando respirato in grandi quantità.

Infine, tra le componenti più note dell’inquinamento dell’aria vanno segnalati i ben noti composti del carbonio, come l’anidride carbonica e il monossido di carbonio. Quest’ultimo è particolarmente tossico e ha la capacità di permanere nell’atmosfera per circa un mese prima di essere ossidato da reazioni fotochimiche. Per quanto riguarda invece l’anidride carbonica, che gli esseri umani peraltro emettono semplicemente respirando, non è al momento elevata a livelli tali da rappresentare un pericolo diretto per le persone o gli animali.

Sfortunatamente, però, l’anidride carbonica causa danni al pianeta ed è tra i principali responsabili del ben noto effetto serra, e dunque del riscaldamento globale.

Come risolvere? Iniziando da noi

La principale modalità per abbattere l’inquinamento atmosferico consiste nel modificare le nostre abitudini quotidiane rendendole più virtuose ed ecosostenibili.

Oltre a ridurre l’utilizzo di veicoli inquinanti quando possibile, va ricordato che il riscaldamento domestico è attualmente considerato uno dei principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, specialmente negli edifici che utilizzano impianti tradizionali o molto vetusti.

In questo senso, dunque, orientare i propri consumi energetici verso soluzioni “pulite” e green rappresenta ormai un imperativo che non può più essere ignorato.