Quali sono i principali danni alla salute causati dall’aria insalubre?

Le condizioni dell’aria che respiriamo ogni giorno sono ben note e, anche se il lockdown provocato dall’emergenza Coronavirus ha inevitabilmente generato un abbattimento sensibile delle emissioni, l’aria insalubre resta uno dei principali veicoli di infezioni e danni alla salute dell’organismo.

Ma quali sono le problematiche di salute che possono essere provocate dall’aria insalubre?

Prima di tutto, vale la pena ricordare che le pessime condizioni dell’aria nelle nostre città, specialmente nel Nord Italia, sono causate dalla letale commistione degli inquinanti prodotti da industrie, edifici, traffico, inceneritori e agricoltura, costantemente rilasciati nell’atmosfera. Nel caso dei territori della Pianura Padana, la naturale conformazione del territorio provoca inoltre un pericoloso “ristagno” di queste microparticelle all’interno di un bacino chiuso, incrementando il livello di inquinamento – e dunque di pericolo.

È essenziale non sottostimare i pericoli causati dall’inquinamento atmosferico, ossia dall’introduzione nell’aria di sostanze chimiche, materiali biologici e polveri che, nella migliore delle ipotesi, causano semplice disagio e, nella peggiore, possono provocare problematiche gravi non soltanto agli esseri umani ma anche all’intero ecosistema – ossia il pianeta.

Per capire in che modo l’aria insalubre influisce sulla salute è necessario parlare innanzitutto degli agenti inquinanti e delle due macrocategorie in cui essi si distinguono.

Gli agenti inquinanti primari e secondari

A livello atmosferico possono essere presenti due tipologie di agenti inquinanti: quelli cosiddetti primari e i secondari.

Gli inquinanti primari sono immessi direttamente nell’atmosfera, per esempio come effetto della combustione. Un esempio tipico di inquinante primario è rappresentato dal noto monossido di carbonio.

Gli inquinanti secondari si formano invece nell’atmosfera come conseguenza delle reazioni tra altre sostanze già presenti nell’aria. Un esempio classico è in questo caso l’ozono, risultato della reazione tra diossido di azoto, composti organici volatili e raggi ultravioletti.

Nonostante l’OMS analizzi da decenni la problematica dell’aria insalubre e, dal 1997, il Protocollo di Kyoto preveda le necessarie misure finalizzate a diminuire l’emissione di gas inquinanti come biossido di carbonio, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo, l’inquinamento atmosferico è considerato un problema crescente, sia per l’impatto che ha sull’uomo sia per quello che ha sull’ambiente nella sua totalità.

Gli effetti sulla salute umana causati dall’inquinamento atmosferico

Gli effetti sulla salute umana risultato dell’inquinamento atmosferico, ossia dell’aria insalubre, colpiscono primariamente l’apparato respiratorio (specialmente le vie aree superiori, ma non solo) e l’apparato cardiovascolare. Sfortunatamente, il problema è ancora sottostimato poiché, in molti casi, gli effetti sulla popolazione non producono sintomi sul breve termine, o comunque non richiedono alcun ricovero ospedaliero.

Tuttavia, il rischio di mortalità e di patologie importanti legato all’aria insalubre è alto, e impatta sull’aspettativa e sulla qualità delle vita delle persone. Individui già sofferenti di patologie alle vie aeree come l’asma o la broncopneumopatia ostruttiva sono certamente più a rischio rispetto a quella fetta di popolazione che non presenta queste problematiche. In ogni caso, la diffusione di sintomi lievi ed effetti subclinici è molto ampia: dall’alterazione dei parametri fisiologici legati all’efficienza dell’apparato cardiovascolare e cardiorespiratorio alla carenza di ossigenazione del sangue, dai problemi dermatologici su persone di ogni età fino all’alterazione della normale funzionalità respiratoria nel bambino, dall’abbassamento delle difese immunitarie all’induzione di una più marcata risposta infiammatoria (data dalla modificazione della permeabilità delle vie respiratorie), fino naturalmente all’ormai noto stress ossidativo.

In linea generale, gli effetti dell’aria insalubre sulla salute possono essere suddivisi in immediatamente manifesti e manifesti nel tempo.

Alla prima categoria appartengono le classiche irritazioni alle vie aeree superiori così come agli occhi (arrossamento, secchezza, eccessiva lacrimazione), le cefalee, le vertigini, l’immotivata sensazione di stanchezza e una sensazione di debilitazione fisica generale. Asma, difficoltà respiratorie e allergie preesistenti sono sistematicamente peggiorate dall’inquinamento atmosferico, e talvolta vengono confuse con sindromi parainfluenzali.

Per quanto riguarda invece gli effetti che si manifestano sul lungo periodo, essi sono il risultato dell’esposizione continua e prolungata all’aria insalubre e includono malattie respiratorie più o meno gravi, patologie all’apparato cardiocircolatorio e persino alcune forme tumorali.

In funzione di quanto finora spiegato, il problema dell’aria insalubre va considerato grave e fondamentale: l’obiettivo di ciascuno, dalle aziende fino ai consumatori, dovrebbe essere quello di operare in modo da salvaguardare l’ambiente attraverso scelte intelligenti e l’utilizzo di soluzioni sempre più verdi e sostenibili.

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Cosa significa davvero inquinamento dell’aria

Si discute ormai quotidianamente di inquinamento dell’aria e di come questo impatti non soltanto sulla salute del pianeta, ma anche su quella dei suoi abitanti. Tuttavia, non è sempre chiaro a cosa ci si riferisca quando si parla di particolati o polveri sottili.

In questo articolo, ci proponiamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione e di mettere il punto sulle nozioni che ogni cittadino dovrebbe conoscere per potersi tutelare al meglio e per adeguare le proprie abitudini quotidiane nel contesto di un approccio più sostenibile e più virtuoso.

Per comprendere cosa sia e cosa comporti esattamente l’inquinamento dell’aria, dobbiamo definire con maggiore precisione il significato dei diversi termini normalmente utilizzati per descrivere l’argomento.

Vediamoli insieme.

Che cos’è il particolato

Particolato” identifica il complesso di sostanze liquide e solide che rimangono sospese nell’aria. Tipicamente, è caratterizzato da un diametro molto scarso, fino a mezzo millimetro, ed è provocato sia da pollini e polveri (ossia da attività definibili come naturali) che dalle emissioni umane prodotte dal traffico, dagli impianti di riscaldamento e delle industrie. Minore è il diametro del particolato, maggiore sarà il suo potenziale distruttivo sia per l’ambiente che per il nostro organismo.

Pertanto, quando si parla di PM10, il termine si riferisce a particolato di diametro inferiore al 10 micrometri, e dunque facilmente respirabile. Quando questa percentuale scende tra i 5 e i 2.5 micrometri, il particolato può depositarsi nei polmoni e nei bronchi e rendere difficoltosi i processi di ossigenazione.

Più genericamente, il particolato viene spesso definito anche con la locuzione “polveri sottili”.

Gli inquinanti atmosferici gassosi

Oltre al particolato, l’inquinamento dell’aria è il risultato anche della diffusione di inquinanti atmosferici gassosi come il biossido di azoto. Questa sostanza, tipicamente emessa dai veicoli con alimentazione diesel, non soltanto provoca problemi respiratori ma è considerata anche cancerogena.

Vanno poi inclusi nella categoria gli inquinanti derivati dalla combustione di carburanti fossili o biologici, che danno luogo a emissioni di zolfo e, in special modo, alla presenza di biossido di zolfo nell’aria. Sebbene non abbia una lunga permanenza nell’atmosfera e possa essere eliminato semplicemente dalle precipitazioni meteorologiche, questo composto risulta comunque pericoloso per la salute.

Allo stesso modo, l’ozono immesso nell’atmosfera sotto forma di biossido può rivelarsi particolarmente insidioso sia per chi soffre di patologie respiratorie che per individui in buona salute, quando respirato in grandi quantità.

Infine, tra le componenti più note dell’inquinamento dell’aria vanno segnalati i ben noti composti del carbonio, come l’anidride carbonica e il monossido di carbonio. Quest’ultimo è particolarmente tossico e ha la capacità di permanere nell’atmosfera per circa un mese prima di essere ossidato da reazioni fotochimiche. Per quanto riguarda invece l’anidride carbonica, che gli esseri umani peraltro emettono semplicemente respirando, non è al momento elevata a livelli tali da rappresentare un pericolo diretto per le persone o gli animali.

Sfortunatamente, però, l’anidride carbonica causa danni al pianeta ed è tra i principali responsabili del ben noto effetto serra, e dunque del riscaldamento globale.

Come risolvere? Iniziando da noi

La principale modalità per abbattere l’inquinamento atmosferico consiste nel modificare le nostre abitudini quotidiane rendendole più virtuose ed ecosostenibili.

Oltre a ridurre l’utilizzo di veicoli inquinanti quando possibile, va ricordato che il riscaldamento domestico è attualmente considerato uno dei principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, specialmente negli edifici che utilizzano impianti tradizionali o molto vetusti.

In questo senso, dunque, orientare i propri consumi energetici verso soluzioni “pulite” e green rappresenta ormai un imperativo che non può più essere ignorato.

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